REPORT DELL’ INCONTRO CIVICO CON L’ASSESSORE ALL’URBANISTICA CATERINA BITI

Martedì 12 marzo un gremitissimo teatro parrocchiale ha accolto dalle ore 21.15 alle ore 23 l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Firenze Caterina Biti, per parlare di due questioni o, meglio, di due ferite aperte che stanno molto a cuore alla nostra comunità: il cosiddetto Mostro di via Burci e lo stabile dell’ex Galileo-Meccanotessile. Hanno partecipato, in un clima fattivamente collaborativo che, al di là delle divisioni di partito, dovrebbe sempre animare chi si occupa di politica, il Presidente del Quartiere 5 Ferraro, il Presidente della Commissione Servizi al Territorio del Q5 Sottocornola, il Vicepresidente del Consiglio Comunale Draghi, i Consiglieri Comunali Conti, Chelli, Gandolfo, poi i Consiglieri del Quartiere 5 Ringressi e Zerini.
L’incontro, reso possibile dalla disponibilità dei Frati e dalla mediazione di Leonardo Sorelli, è stato organizzato per illustrare alla comunità quanto previsto nella delibera comunale dell’8 febbraio 2025 con cui è stato (ri)dato il via al percorso necessario per il recupero del complesso immobiliare di via Burci, legato a procedure di verifica di assoggettabilità a V.A.S. (valutazione ambientale strategica) ed a notevoli cambiamenti progettuali rispetto ai piani già approvati nel 2009, poi integrati con un’ulteriore variante nel 2023 dall’attuale proprietà (https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/poggetto-al-il-percorso-della-variante-urbanistica-il-complesso-di-burci).
Dopo i saluti di rito ed un doveroso ringraziamento a Padre Mario, il nostro mediatore Leonardo ha ripercorso brevemente l’incresciosa storia delle due aree, sottolineando come negli anni, pur al cambiare dei sindaci, delle giunte comunali e delle proprietà, si siano susseguite solo ipotesi mai realizzate, partenze e ripartenze che hanno riempito le pagine dei giornali, ma non hanno portato a nulla, se non all’aumentare dei disagi dei residenti della zona, ormai esasperati e profondamente delusi nei confronti della Pubblica Amministrazione: infatti, come più volte denunciato dal Comitato civico di zona, sono sotto gli occhi di tutti i decennali problemi idrogeologici che hanno reso necessario il consolidamento di molte case di via Burci, nonché quelli di sicurezza ed igiene relativi ai due stabili, oggi ricovero di senza tetto e spacciatori, ma anche vere e proprie bombe ecologiche per il quantitativo di rifiuti accumulati al loro interno.
L’Assessore, una volta presa la parola, si è detta profondamente colpita dal numero dei presenti, da cui ha compreso sia quanto la nostra comunità abbia a cuore la situazione, sia quanto sia alto il livello di esasperazione per i decenni di immobilismo e di degrado subiti. Con il supporto delle immagini del vecchio e del nuovo progetto di via Burci, la Dott.ssa Biti, dopo aver confermato che le Istituzioni hanno finalmente ri-attenzionato la zona, ha illustrato quanto approvato in Giunta l’8 febbraio, ossia la delibera per le verifiche di assoggettamento V.A.S. del piano di recupero, comprensivo delle ipotesi progettuali portate dal proprietario alla Direzione urbanistica. Nel concreto, se prima erano previste villette a mezzaluna, con uffici e fondi destinati alle attività commerciali, adesso, con una riduzione del titolo a costruire e la demolizione di tutto ciò che è fuori terra, sono ipotizzate solo costruzioni residenziali, il cui 20% da destinarsi all’housing sociale, ossia alla residenza convenzionata della cosiddetta “fascia grigia”. Dovrebbero essere realizzati 5 immobili in blocchi, alti 9 metri, di 50-60 appartamenti, costruiti con uno stile ed un colore analoghi a quelli limitrofi già esistenti, poi garages e parcheggi per le nuove unità abitative e per i residenti, oltre ad un’area di verde ad uso pubblico. L’Assessore Biti ha sottolineato che nel corso della prima settimana di marzo sono iniziati da parte del costruttore i lavori per la messa in sicurezza ed una prima bonifica dell’area, ad oggi luogo di rischio e degrado. Ciò, come notato da molti partecipanti, ha già comportato notevoli disagi per la viabilità, poiché i camion stanno letteralmente intasando o addirittura bloccando le uniche strade di accesso alla zona, già di per sé di non facile scorrimento per i problemi che ben conosciamo.
In relazione all’ex Galileo, l’Assessore ha dato comunicazione delle operazioni in essere, constatando che si tratta di un luogo occupato in modo abbastanza stabile da persone e rifiuti, che lei stessa ha definito uno “spazio che troppo a lungo poteva diventare…e non è diventato”. Dopo aver ricordato il concreto interesse manifestato dall’Università di Firenze e ribadito che sono già in atto lavori di messa in sicurezza e di chiusura, con fine prevista entro i primi di maggio, ha informato i presenti anche di quelli di bonifica di ALIA: il tutto sta procedendo “a pezzi”, poiché la tipologia di edificio rende al momento estremamente facile accedervi e molto difficile impedire di dare luogo a forme di degrado pericolose per la comunità, basti pensare agli interventi dei Vigili del fuoco per spegnere incendi, alla presenza di spacciatori e di cani di grossa taglia in libertà, documentati anche da un recente sopralluogo del Consigliere Gandolfo, che ha fatto seguito a quello dell’Assessore con la Sindaca Funaro, poco dopo l’ultimo rogo.
Prima di lasciare spazio agli interventi ed alle domande, la Dott.ssa Biti ha fornito informazioni anche sulla situazione di via Bardelli, che costituisce a tutti gli effetti il terzo problema della zona: è stato sgomberato lo stabile occupato, ma ad oggi non si hanno informazioni sulle decisioni dei proprietari sulla futura destinazione; l’Amministrazione comunale è consapevole della situazione della strada, dei marciapiedi dissestati ed impraticabili, dei problemi di parcheggio, tali a volte da impedire il passaggio anche dei mezzi di soccorso, e della pulizia, tuttavia non può procedere, ad esempio, con le multe, perché si tratta di una strada privata ad uso pubblico.
Aperto il momento del confronto con i presenti, è apparso subito evidente dalle numerose domande poste il concreto problema della viabilità, poiché l’unico accesso per via Burci, con gli attuali sensi di marcia, è da via Bardelli: è stato chiesto di tener conto di un eventuale ampliamento proprio di via Burci e di ripensare ai sensi unici presenti, considerando che tali strade, così come le limitrofe via Mercati, via Casamorata e via Banti dovranno per molto tempo sopportare il carico dei camion necessari per i lavori e, successivamente, il movimento dei nuovi residenti. Ciò comporterà poi, in prospettiva anche della riapertura della Flog ed in una zona già satura, sicuramente con un alto livello di smog, un’ulteriore riduzione dei posti auto presenti, alcuni dei quali già “mangiati” dalle transenne del cantiere. A questo proposito, pensando con rammarico al fatto che la collina del mostro avrebbe dovuto ospitare un parco pubblico, più persone suggeriscono al Comune di chiedere una riduzione del numero di appartamenti ed un aumento di quello dei parcheggi e dei garages, anche in relazione alla necessità di dover ipotizzare la presenza di colonnine per la ricarica delle auto elettriche.
Dagli interventi dei membri del Comitato civico, fondamentali per ricostruire la memoria storica dei fatti, è apparso evidente che i “tre bubboni del Poggetto” sono ferite da guarire, lasciate incancrenire dall’incuria e dal disinteresse: in questo senso, la Pubblica Amministrazione dovrebbe pagare pegno verso i residenti della zona, perorando presso il costruttore la richiesta di ridurre il numero di unità abitative per creare un po’ di posti auto in più e più verde.
Uno dei proprietari delle case danneggiate a causa dei problemi idrogeologici della collina ha spostato poi l’attenzione sulle necessarie garanzie di sicurezza per la realizzazione delle nuove palazzine, chiedendo come mai sono state ipotizzate vicino a quelle già esistenti e non verso Villa Lorenzi, dato che si sono verificati nel tempo danni strutturali importanti, tali da rendere necessari lavori di consolidamento pagati, senza risarcimento alcuno, dai proprietari stessi: negli anni, infatti, gli scavi hanno mosso la collina, innescando una serie di frane, proprio nelle zone in cui progettualmente sono previsti gli scavi. Il Consigliere Conti, intervenuto a supporto dell’intervento, ha ribadito, abitando per altro in zona, la necessità sciogliere i nodi legati alla viabilità ed ai rischi idrogeologici, tendendo conto anche della conformazione fisica della zona, in cui evidentemente vi è stata un’importante speculazione edilizia.
L’Assessore ha preso l’impegno di riportare le proposte suggerite all’Ufficio Mobilità e di farle presenti nel momento dei colloqui tra le Istituzioni, i proprietari ed i costruttori, dato che si è ancora in una fase di verifica progettuale. Ha inoltre avanzato la possibilità di tornare a parlare con la comunità prima dell’estate, anche per rispondere alle domande più tecniche che le sono state poste, come quelle relative ai titoli legittimi delle richieste di variante e, appunto, ai rischi idrogeologici, per le quali ha dichiarato di doversi informare meglio prima di fornire dati erronei.
In relazione al Meccanotessile, più membri del Comitato civico hanno fatto notare che si sono decantate per decenni le potenzialità dell’edificio, senza mai passare ai fatti, con gravi ed ingenti responsabilità di tutte le amministrazioni che si sono succedute: il Centro giovani e la ludoteca avrebbero dovuto essere pronti nel 2023, ma ad oggi i lavori per la loro realizzazione non sono nemmeno iniziati. Ciò denota, a loro avviso, il poco interesse per quest’area, su cui vengono fatti interventi tampone, ma non risolutivi. L’Assessore, dopo aver ricordato che più volte in Consiglio comunale si è parlato dell’argomento anche con espliciti solleciti da parte dell’opposizione, ha ribadito l’interesse concreto da parte di UNIFI, nonché tempi e modalità della messa in sicurezza, su cui vigilerà e relazionerà nel prossimo incontro con la nostra comunità.
Prima di salutarci, è stato posto un quesito relativo all’autobus numero 55, che appare sovradimensionato per il numero di utenti e per l’utilizzo che viene fatto dagli abitanti del quartiere: potrebbe essere sostituito da bus piccoli, magari con corse più frequenti? Viene inoltre segnalato dagli abitanti dell’inizio di via Mercati che la recente collocazione di un wc chimico per gli autisti sta comportando ulteriori disagi per il traffico, nel momento in cui ne usufruiscono. L’Assessore Biti porterà anche questa richiesta a chi di dovere, con le speranze, nostre, che finalmente si passi dalle parole ai fatti per risolvere le criticità dei “tre bubboni”.
L’incontro, nonostante aleggiasse in teatro un po’ di scetticismo per le troppe promesse negli anni disattese, è stato nel complesso proficuo, soprattutto per la disponibilità dell’Assessore Biti e degli altri rappresentanti delle Istituzioni presenti, i quali, pur di partiti diversi, “ci hanno messo la faccia”, impegnandosi pubblicamente a vigilare sull’avanzamento dei lavori.
Rimarremo in contatto con l’Assessore Biti, sperando nel prossimo incontro di poter avere delle risposte certe riguardo alle seguenti problematiche, che riportiamo in uno schema in modo che siano chiari i “nodi al fazzoletto” fatti in questa assemblea, ossia le priorità della nostra zona da attenzionare, per il bene e la sicurezza di tutti:
- Controllo idrogeologico della collina;
- Proposta per una nuova viabilità;
- Posti auto da mettere a disposizione gratuitamente agli abitanti della zona per liberare la sede stradale di via Burci;
- Trovare soluzione perché via Bardelli diventi di proprietà comunale;
- Cronoprogramma dei lavori dell’ex-Meccanotessile per la realizzazione di appartamenti di edilizia popolare, asilo, ludoteca, e definizione progetto con l’Università;
- Messa in sicurezza dell’immobile in via Bardelli, con lo sgombro del materiale accumulato e, soprattutto, programma per il recupero da parte della proprietà, prima che sia occupato nuovamente;
- Soluzione dei problemi segnalati della Linea 55.
Don Milani in Lettera a una professoressa diceva “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia“…ecco, speriamo che sia arrivato per il noi il momento, dopo decenni di immobilismo e problemi, di sortirne insieme!